mondo tra le mani

Abbiamo un futuro?

In questo momento della nostra storia, è importante chiederci: qual è il nostro futuro possibile?

La nostra specie ha un futuro? E se questo futuro è possibile, a quali condizioni? Di sicuro dobbiamo augurarci che ci sia futuro per la nostra specie, ma dobbiamo anche comprenderne le regole ed esse ci vedono impegnati in almeno tre sfere diverse:

  1. la relazione con l’ambiente
  2. la relazione fra di noi come specie
  3. la relazione con noi stessi

La relazione con l’ambiente.

Abbiamo già realizzato di essere stati enormemente distratti nel corso degli ultimi due/tre secoli e, soprattutto, negli ultimi cento anni, ma la nostra azione inquinante in questo momento è particolarmente visibile perché il ritorno del pianeta sulla nostra disattenzione nei suoi confronti è sotto gli occhi di tutti.

Ormai, il mare è invaso dalla plastica, i fiumi sono diventati grandi cloache che trasportano ogni genere di rifiuto e l’atmosfera è sempre più carica di tossine. Nonostante il malessere creato da tutto ciò, continuiamo a manifestare una certa difficoltà nel produrre quello switch che rappresenterebbe il cambiamento necessario all’interno della nostra mente, il reame dove tutto è possibile.

La relazione tra noi e gli altri.

In questo periodo, nelle ultime settimane, negli ultimi mesi, l’intero mondo si trova in conflitto con sé stesso.

È partito il coronavirus dalla Cina, ma in realtà è probabile che fosse già presente in diverse aree nel mondo e si sta diffondendo con grande velocità. Ciò ha prodotto un’interazione o, sarebbe meglio dire, una reazione da parte delle nazioni e dei paesi, che si è tradotta in una chiusura, immaginando di poterci in questo modo difendere. Chiudere i confini fisici delle nostre frontiere non è una difesa. Difenderci, invece, è diventare più sensibili alla relazione con l’altro e con noi stessi chiedendo, a noi e all’altro, maggiore attenzione.

Soltanto questa autodisciplina dell’insieme può produrre una soglia di attenzione e di sensibilità sufficiente all’applicazione naturale di tutti quei criteri e quelle regole di igiene personali e collettive, che ci permettono di delimitare e circoscrivere i focolai, dandoci la possibilità di fare un salto nella stima che noi possiamo avere di noi stessi (autostima) e degli altri perché lì, dove io mi rendo conto che l’altro è capace di autoimporsi delle limitazioni, comprendo il suo valore.

La relazione con noi stessi.

Tutto questo può accadere soltanto se ci diventano noti, chiari e presenti i passaggi del percorso FASE (Filosofia, Arte, Scienza, Economia), che hanno fatto sì che la nostra specie evolvesse nel tempo, dove per evoluzione non intendiamo restare in ciò che siamo o riconosciamo di noi, ma muoverci verso ciò che potremmo divenire e che riconosciamo essere il salto evolutivo per la nostra specie.

Pertanto, se l’atto filosofico della ricerca del bene – come somma conoscenza, somma sapienza, realtà ultima dell’anima che plasma come un demiurgo il mondo dentro di sé e intorno a sé – ci feconda e nutre, il paradigma che per lungo tempo ha retto le nostre relazioni (mors tua vita mea) può gradualmente diluirsi lasciando spazio ad uno nuovo: vita tua, vita mea.

Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che questa comprensione che se vinci tu posso provare a vincere anch’io perché te ne do l’opportunità, quindi questa relazione virtuosa di condivisione, cooperazione, collaborazione – che diventa poi coesistenza – è molto lontana ancora da noi. Non siamo capaci di coesistere e non siamo capaci di dirci chi siamo in potenza.

Siamo, invece, alquanto posseduti da quell’aspetto ancestrale della parte rettile e limbica del nostro cervello, che fa scattare l’amigdala con il suo bisogno di auto difendersi tutte le volte che ci sentiamo minacciati o messi all’angolo.

Quando questa dimensione vive in noi e prende il sopravvento, se crediamo di essere minacciati ci sentiamo feriti o abusati e l’unico desiderio che sorge dentro di noi non è quello di comprendere e interagire per negoziare un futuro migliore, ma piuttosto quello di punire il nostro oppositore: colui che ci ha recato dolore, deve subire dolore (mors mea, mors tua).

Il nostro possibile salto evolutivo.

Questo è un momento storico speciale, nel quale possiamo provare a comprendere pienamente i tre paradigmi e muoverci verso l’ultimo, quello che contiene i precedenti – vita tua, vita mea – poiché trova spazio dentro di noi unicamente se abbiamo compreso gli altri due.

Soltanto nel momento in cui riusciamo a separarci dal bisogno di primeggiare sugli altri ferendoli e ad accogliere, in qualche modo, la ferita che l’altro ci ha fatto senza darle seguito, può nascere nella nostra visione il bisogno di compiere un gesto e lasciare un segno diverso, quello dell’accogliere, del negoziare, dell’interagire, del cercare insieme di esistere per il futuro e, quindi, di collaborare, cooperare affinché questo luogo ci continui a nutrire e ci sostenga nel salto evolutivo che tutti sentiamo essere alle porte della nostra vita, lì pronto dentro di noi, anche se ancora ci sfugge.

Su questa riflessione, per entrare nel paradigma “vita tua, vita mea” c’è bisogno di noi.

Come sarebbe il mondo se fossi in grado di contenere il tuo disagio e di orientarlo in modo nuovo e diverso da quello solito? Che cosa sarebbe la mia, la tua, la nostra vita se fossimo in grado di dire a noi stessi: “Eccomi, sono giunto in un luogo dove c’è silenzio, ascolto, vuoto”?

Una delle mie LIVE sul tema

Commenti

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  1. Troppo conflitti tra nazioni che vogliono primeggiare mi inducono a pensare che la nostra specie e destinata a estinguersi. La vera fine del mondo e questa, già ci siamo dentro e piano piano ci accorgeremo di avere distrutto tutto quello che ci era stato donato dal nostro Dio intatto e immacolato per il nostro benessere. Forse non e troppo tardi per redimersi e pregare.

  2. Bellissimo articolo mi piace molto.Condivido le tue idee.ho studiato psicologia e questa cosa mi piace molto.Stoattraversando un perio molto difficile mia madre è in casa di riposo ed è chi sa li è non riesco neanche a telefonare. Nono solo è chiuso è non si sa quando apriranno .ho provato di tutto per tira la fuori di li è una casa di riposo lager.ma purtroppo nessuno mi aiuta.E stata messaggi dentro da mia sorella è ha l.amministratrice di sostegno

    1. Bellissimo articolo mi piace molto.Condivido le tue idee.ho studiato psicologia e questa cosa mi piace molto.Stoattraversando un perio molto difficile mia madre è in casa di riposo ed è chi sa li è non riesco neanche a telefonare. Nono solo è chiuso è non si sa quando apriranno .ho provato di tutto per tira la fuori di li è una casa di riposo lager.ma purtroppo nessuno mi aiuta.E stata messaggi dentro da mia sorella è ha l.amministratrice di sostegno

  3. Ho la netta sensazione che il coronavirus sia proprio una reazione della natura per difendersi dai disastri che l’uomo ha creato. L’uomo, unica specie della nostra era, che è stato capace di devastare la natura e procurare tanto dolore alla sua stessa specie. La natura ci ha dato uno “stop” che non sarà definitivo solo se l’uomo capirà “vita tua, vita mea”

  4. Grazie per questa ricchissima condivisione.
    In questo particolare momento storico sento la necessità di entrare in uno stato di meditazione profonda per imparare ad accogliere la parte più autentica di me; più mi ascolto dall’interno e più il mondo esterno riflette le mie ombre e mi indidica ciò su cui è doveroso lavorare. Tutto questo mi sta aprendo ad una profonda compassione verso me stessa, tutti ed ogni cosa,e provo una gratitudine non spiegabile a parole.
    Lascio che tutto accada,accolgo con fiducia il cambiamento che è in atto. Grazie.

  5. La pandemia è l’ultima possibilità che ha l’uoml di recuperare la sua umanità correlata con la salvezza ed il rispetto della natura
    Altrimenti è finalmente la fine

  6. Il potere infinito del nostro essere può modificare anche questo momento, sarà l’Amore l’arma che ognuno di noi può usare .
    Dove lo dobbiamo cercare?
    Dentro ognuno di noi ponendoci domande semplici che ci riportino nell’intimo dell’essenza Amorevole, così sarò sempre grato alla Vita e il mio impegno sarà di vedere sempre il bello in tutte le cose che mi circondano, è impegnativo? Si ma vale la pena donarsi all’Amore !
    Per me è il Valore principe dell’essere su questa terra!

    Grazie

  7. Mi piace l analisi scientifica della situazione senza misticismi da nuova era.anche se io mi sento mistico da nuova era e cho diversi appigli in quella direzione mi piace come paoletti la mette giu.sento che ci sia una sola verita ma con diversi punti di visione.paoletti riesce di sicuro a raggiungere piu persone con una visione sciemtifica dell essere umano.grazie

  8. Non vedo collaborazione con le altre nazioni e questo mi preoccupa.la delusione è che sono fermi come in tempi di guerra è noi siamo pedine.voglio prefigura che si salva una massa di persone che posso fare il cambiamento. Grazie Patrizio 🙏

  9. Credo che ora ci sia tanta ansia in genere e che la gente stia cercando di sopportare il cambiamento senza avere alcun idea di cosa apporterà.
    Abbiamo percorsi di vita totalmente diversi l’ uno dall’altro. Si potrà manifestare un sincero e profondo interesse comune solo se le circostanze portassero TUTTI a dover vivere un’ unica realtà pressoché di ugual livello e possibilità.
    Non so se questo accadrà mai …

  10. E’ certo un momento difficile per non dire altro.Il mio pensiero ad oggi è,le cose non capitano così per caso….L’universo ha detto basta- stop!!! è giunta l’ora di di fermarsi….troppi danni alla natura,malcontento nella gente. Ma tutto questo può essere trasformato in tante possibilità,opportunità….Grazie Patrizio.

  11. È difficile commentare un articolo così denso di spunti di riflessione…purtroppo la globalizzazione ha comportato grande rapidità di spostamento, ha portato anche alla rapida diffusione di insetti e ora di virus. Quindi forse le sfide che ci attendono sono più globali e sono d’accordo che il paradigma vita tua vita mea è ottimo da perseguire se vogliamo garantire la sopravvivenza della nostra specie. Spero questo periodo di confinamento forzato possa aprire le menti e le coscienze di molti…

  12. Ora, mai come prima, abbiamo un’opportunità grandissima: stare a stretto contatto con la nostra famiglia 24 ore al giorno è una situazione non abituale; ritrovarci a casa, doverci suddividere degli spazi definiti, dover rispettare regole per una buona convivenza, per un tempo lungo (nemmeno in vacanza restiamo insieme per così tante ore)…questo, personalmente, mi impone di ricercare costantemente una quiete interiore per permettermi di gestire nel migliore dei modi, eventuali ed inevitabili discussioni, situazioni di difficoltà di qualche membro della famiglia, momenti di stress ecc…vedo giornalmente i miei limiti, tutte le volte che reagisco alle situazioni, ma colgo anche la mia capacità di superarli, tutte le volte che mi propongo di migliorare e ci riprovo. Quale palestra migliore per tentare di mettere in pratica il proposito bellissimo descritto nelle ultime righe di questo articolo interessante: “Come sarebbe il mondo se fossi in grado di contenere il tuo disagio e di orientarlo in modo nuovo e diverso da quello solito? Che cosa sarebbe la mia, la tua, la nostra vita se fossimo in grado di dire a noi stessi: “Eccomi, sono giunto in un luogo dove c’è silenzio, ascolto, vuoto”?” Perché non cominciare da noi, dai nostri cari, dai nostri figli? Quando sarà il momento, potremo fare in modo che questa esperienza vissuta con impegno nel privato, possa portare grandi frutti anche nel sociale, per poter realmente insieme orientarci verso il nuovo paradigma “Vita tua, Vita mea”. Grazie

  13. Questo isolamento inaspettato, per ognuno di noi, mai vissuto in precedenza, deve farci riflettere su come le cose possono cambiare radicalmente all’improvviso e su quanto,ora, ci venga richiesto con urgenza, affinché adoperarci per quel cambio di paradigma in: “vita tua vita mea” portandoci a capire che, solo se abbiamo cura del pianeta che ci ospita, ci può essere un futuro per la nostra specie.
    Questa cura, necessità prima della scelta da parte dell’umanità, di ricercare e sviluppare una maggiore consapevolezza, affinché una sensibilità più espansa ci faccia essere inclusivi perché interattivi con l’insieme.
    Personalmente credo che il mondo necessiti di educazione e di una grande diffusione di Scuole pratiche come la International School of Self-Awareness di Patrizio Paoletti, che guidino allo sviluppo della consapevolezza, garantendo quell’equilibrio interiore dell’uomo che lo vede capace di umanità.

  14. Bello. Sarebbbe bellissimo.
    Il problema è che, pur condividendo, quando arriva il colpo ci dimentichiamo di “contenere il disagio per orientarlo in modo nuovo” e reagiamo con fastidio, rabbia, violenza… Quale strategia possiamo mettere in atto per ricordar ci di contenere il disagio e aprirci la possibilità di una risposta nuova?
    Grazie ❤

  15. La globalizzazione negli ultimi decenni ha coinvolto la mobilità, i commerci e le abitudini sociali. Ciò che manca è una visione globale unificata, una politica globale che coinvolga ambiente,risorse, azioni. Ed il motivo è proprio la resistenza mentale ad accettare il paradigma vita mea vita tua di cui si parla. Mi colpisce molto il parallelismo tra realtà di disunione interiore e la separazione tra gli obiettivi degli stati del mondo che genera caos. Un articolo ricco di spunti di riflessione!

  16. Molto bello questo articolo e ci fa pensare molto. Io ho sempre amato la natura da quando ero piccola e tutto quello che c’è nella natura..e poi il cielo, le stelle.. Ogni sera a guardare le stelle, le nuvole ecc. Quindi mi auguro che per prima cosa questo virus sparisca e che però ci sia stato di insegnamento per imparare a rispettare questa meraviglia donataci e l’amore fra tutti noi… Impariamo a sostenerci ad aiutarci nel bisogno… Amiamoci.

  17. Le parole di Patrizio accendono sempre il mio cuore verso il luogo dove voglio andare,,e quindi vedo meglio dove sono.Il mio cuore intuisce qual’è il buono,bello,vero, giusto, ciononostantei vecchi paradigmi ….mors tua vita mea…ed anche mors mea mors tua….si affacciano ancora, però ora c’è la sensibilità di accogermi che un veleno è entrato in me e sorge una gratitude. Sento che il momento storico è gonfio di possibilità per un cambiamento verso il meglio, molto …’male’ per acquisire voglia di Buono,Bello,Vero,Giusto
    Un grande tempo per imparare ed essere grati di poterlo fare.

  18. grazie Patrizio, oggi posso dire infinitamente grata per il tuo vero Amore per l’umanita’, da decenni ci spieghi in mille modi come raggiungere la consapevolezza di se’. Ci mostri umilta’ mansuetudine e infinita pazienza. oggi con questo stop mondiale ci ricordi che e’ il tempo di utilizzare tutti gli strumenti che ci hai messo sul piatto come un dono. E oggi non si puo’ piu’ procastinare. La pratica OMM ,presa dal libro sembrerebbe una piccola cosa, in realta’ ci allontana dalla nostra confusione di pensieri e ci consente di incontrare quel luogo interiore dove c’e’ pace e in me amore per il Padre che ho scoperto non e’ fuori di noi nell’universo, ma e’ sempre dentro di me e mi aspetta, paziente. ora voglio abitare sempre di piu’ questo luogo, perche’ li e’ la Vera Vita.

  19. Carissimo Patrizio, sono assolutamente d’accordo con te sul fatto che il genere umano di cui facciamo parte potrà avere un futuro e sopravvivere, se e solo se, e nella misura in cui, sarà capace di evolvere, cambiando profondamente e radicalmente il paradigma alla base dei suoi pensieri e delle sue azioni. Non più dunque l’ancestrale motto degli antichi Romani “Mors tua vita mea”, ma bensdì “Vita tua vita mea” che significa e implica comprendere bene il fatto che, nel nostro tormentato, difficile , critico periodo storico, ovvero nel mondo di oggi, tutto risulta essere totalmente globalizzato e interconnesso. Ergo, amare se stessi, voler prosperare e crescere, ora e, e diventa ogni giorno che passa, realmente possibile e fattibile, solamente a condizione di permettere di farlo al nostro prossimo, in un rapporto di reciproca collaborazione e soddisfazione dei bisogni ; e naturalmente bisogna assolutamente fare tutto ciò, essendo in armonia e in equilibrio con meraviglioso pianeta Terra , che ci circonda e ci contiene , e che a sua volta appartiene e fa parte dell’intero universo.

  20. buongiorno, io credo che la nostra Madre Terra ci abbia messo di fronte al fatto che noi esseri umani ci crediamo così potenti, in grado di dominare la Natura, ma poi è bastato un essere piccolissimo, invisibile, e tutte le nostre certezze sono crollate. adesso stiamo facendo un mea culpa, sì, si deve cambiare, ma quanto siamo in grado di modificare le nostre comode abitudini? e lo sappiamo bene che il cambiamento deve avvenire prima di tutto dentro di noi. la Natura ci ha fatto fermare a riflettere. adesso sta a noi capire e agire di conseguenza.
    Liliana

  21. A proposito di “luogo dove c’è silenzio, ascolto, vuoto”, stasera stando sulla porta di casa ho sentito e vissuto il silenzio assoluto, una situazione che ha una pienezza immensa ed è di una bellezza straordinaria

  22. Accolgo con molto interesse la sollecitazione a diventare più sensibili e a auto-disciplinarci insieme nella relazione tra noi e gli altri. Mai come oggi è chiara la nostra interdipendenza: a livello del benessere fisico (rispettare l’isolamento), così come a livello economico (tutti i settori della nostra società sono interconnessi su scala locale, nazionale e internazionale). A livello emotivo, lo stimolo della ricerca del bene mi orienta nelle mie relazioni, seppur virtuali, quotidiane: non solo posso contribuire ascoltando l’altro e accogliendo il suo dolore, ma posso orientare le sue emozioni verso la speranza, la creatività, la curiosità, la ricerca della pace, la condivisione della bellezza, l’apprezzare le cose positive e uniche di questo momento. Sento con forza la mia responsabilità nei confronti del mondo nel nutrirmi di riflessioni che mi stimolano a migliorarmi. Appena le condivido, come un boomerang, tornano indietro e a loro volta, esse mi aiutano ad essere ancora più pro-attiva.

  23. Questo articolo è come un imbuto!

    Mi fa entrare dall’alto da una apertura larga, dove ancora non so nemmeno che sto “entrando”, e pian piano mi porta dritto a me stesso: io sono responsabile della mia relazione con me stesso, tocca a me cercare di realizzare dentro di me la possibilità del nuovo paradigma! Non lo farà il presidente del Consiglio, non l’OMS, nessuno può farlo per me..

  24. e le domande finali dell’articolo hanno qualcosa di speciale..
    Non riesco a rispondere a parole, ma sento qualcosa dentro, una emozione che non so nominare, simile all’innamorarsi.. mi sento così ora.

  25. La natura dopo anni di abusi e maltrattamenti ci sta dando l ultimatum,offrendoci una grande opportunità per mettere in atto un profondo cambiamento.
    Vita tua Vita mea è la Nostra Evoluzione ,l uomo saprà superare la sua paura e le sue incertezze, facendo suo il nuovo paradigma per la sua salvezza .
    Come dice Paoletti,questo è il momento storico speciale,il Virus ci sta svelando,non prima di aver pagato un grande e grave tributo, un’altra possibilità di vita,un altro grado di comprensione ,dove l amore per Noi,per il Prossimo,per la nostra Madre Terra e la nostra Vita,avrà il ruolo principale nella Nostra quotidianità ,cambiando definitivamente il rapporto con il Tutto per passare ad una Nuova Vita .

  26. Tutti, in maniera diretta o indiretta, in questo momento ci stiamo facendo questa domanda: abbiamo un futuro? Ho apprezzato dell’articolo sopratutto due passaggi: 1) l’aver esplicitato questa domanda, come se l’avesse tirata fuori dalle tante situazioni che individualmente stiamo vivendo che ci costringono a questo confronto. 2) Mi ha permesso di dirmi in modo preciso e sintetico il perché ci troviamo a vivere questa condizione: SIAMO STATI DISTRATTI. Il piccolo gesto di distrazione che io ho a casa mia, nella mia città è il grande gesto di distrazione che la specie ha a casa sua, il suo Pianeta. Il piccolo gesto di distrazione perchè non ho fatto la differenziata ma anche il piccolo gesto di distrazione che non mi ha fatto accorgere, in tempo, che il mio amici si è sentito solo, offeso o ferito. Allora nel silenzio che entra dalle finestre dalle strade della mia Roma di oggi sento che la soluzione è DOBBIAMO ESSERE ATTENTI. Più attenti. Attenti a ciò che conta. Semplicemente. Cosa vuol dire essere attenti? Vivere, non morire. Dare la vita, non condannare. Abbiamo un futuro.

  27. Dalla lunghezza dei paragrafi di questo articolo, si evince subito che la relazione con noi stessi è la faccenda più importate… da cui dipende fortemente il nostro salto evolutivo. Fortemente ma non totalmente; migliorare la relazione con noi stessi ci può far comprendere che esiste qualche cosa di più grande di noi che ci sostiene. Noi facciamo la nostra parte che è ben descritta in questo articolo, grazie al quale ho compreso meglio il mio ruolo, oggi, come essere umano.

  28. Un virus, una struttura infinitamente piccola, acellulare, in pratica una sequenza genetica, ha messo tutta l’umanità di fronte allo specchio! È un momento di verità questo è TUTTI, a vari livelli, ne stiamo diventando coscienti. E questo specchio, che abbiamo evitato accuratamente per molto, troppo tempo… ci ha mostrato come dice Patrizio Paoletti tutto ciò che abbiamo prodotto:inquinamento, relazioni umane basate su reazioni a catena e la mancanza di un rapporto onesto perfino con noi stessi!
    Accolgo questo articolo come un Raggio di Luce che arriva su tutto questo!!!
    Quale momento migliore per RISCRIVERE TUTTI INSIEME UNA NUOVA STORIA, UNA NUOVA UMANITÀ.
    A cosa ci sono servite le abitudini su cui abbiamo parcheggiato la nostra vita fino ad ora?
    Io voglio iniziare proprio dalle piccole cose, voglio ‘investire’ su ogni mio giorno per cambiare strada e farmi profondamente quelle domande che, come ho letto anche in altri commenti, mi hanno toccato il cuore ‘come sarebbe il mondo se….’

  29. Buongiorno, sono danielepivi, l’idea del vincere- vincere mi raggiunge completamente anche a me, giornalmente professionalmente incontro persone piene di informazioni(mi occupo di case in legno) disordinate e ancora lontane dall’ utilità x noi, per gli altri e per l’ ambiente; o meglio a parole SI, poi quando si entra nella specificità e vanno fatte delle scelte di vuole percorre la strada vecchia. Bene, io mi sto pattendo x la nuova strada e questi approfondimenti mi aiutano nella riflessione e nella perseveranza. Grazie a presto

  30. La forza per stare in questo momento storico , manifestando il me migliore di me, la trovo nella mia interiorità , nella meditazione e nella Gratitudine verso il creato. Questa mi fa sentire nel mio luogo interiore da cui posso emanare un’orientamento per chi mi sta vicino, dimostrando grande solidità e forza interiore che gli incontri e le pratiche sperimentate negli anni hanno alimentato. La cerchia di “chi mi sta vicino” per me è molto ampia e mantenendo i contatti per loro inattesi, vi assicuro che ho avuto grandi riscontri: di utilità per loro e per me. Ho orientato gli altri a nutrire la speranza che ci sarà una ripresa diversa, secondo nuovi paradigmi.

  31. Delle domande che nutrono, che invitano ad esplorare dei mondi interiori possibili, che possano portarci a manifestare all’esterno dei nuovi mondi e modi più naturali e sostenibili. Io sento che il frutto possibile ed immediato di questo tempo di pressione è una necessaria sobrietà, cui saremo costretti per le difficoltà economiche già in essere e per quelle a venire. Ed allora “inevitabilmente” avremo maggiore autoresponsabilità e ridurremo gli sprechi, figli dei desideri superflui, per restare con ciò che è veramente importante, a partire da una sana e reale relazione con noi stessi e quindi, allargando la prospettiva, con ci sta vicino e con l’ambiente che ci ospita e ci accoglie. Una nuova possibilità, un’altra occasione ! Grazie sig. Paoletti per i suoi spunti !

  32. “Soltanto nel momento in cui riusciamo a separarci dal bisogno di primeggiare sugli altri ferendoli e ad accogliere, in qualche modo, la ferita che l’altro ci ha fatto senza darle seguito…”

    Un modo stra-ordinario di dimostrare ed usare la propria forza, senza più sopraffare l’altro, ma essendo per lui, una possibilità di specchiarsi.

  33. In questo mese di lavoro in ospedale ho visto il manifestarsi di diverse emozioni tra i colleghi: lo sgomento, la paura, l’allegria mai la noia. Queste emozioni hanno mosso qualcosa, hanno innescato reazioni ma quella che amo condividere di piu’ con tutti e’ la coesione, lo spirito dell’unione. Ci guardiamo negli occhi, con sguardi increduli, senza parlare, spaventati ma coraggiosi, pieni di volonta’ e spirito di adattamento; non ci sono le mascherine? Ce le facciamo. “Tieni questa e’ per te”.
    Oggi ho letto questo articolo e mi ha colpito tantissimo questo passaggio sul “se vinci tu posso vincere anche io perche’ te ne do l’opportunita’ “. Mi arricchisce moltissimo e Le sono grata perche’ sento che e’ il paradigma vincente, lo condividero’ con tutti 🙏

  34. Leggo e rileggo il post.
    Bellissimo. La possibilità che mi viene offerta di essere consapevole a come rispondo al mondo, mi entusiasma.

  35. Sembra che siamo arrivati. Che questo grande STOP significa essere di fronte ad un precipizio. E che davanti a lui, non resta che precipitarci e perire, o stendere le ali e alzare il volo. Abbiamo finito di muoverci come abbiamo fatto finora. L’articolo me lo chiarisce ulteriormente e mi mostra quali sono le ali che ci servono per prendere il volo. ¿Finire come specie significherebbe anche una grande possibilità?

  36. Sarebbe un mondo meraviglioso. Ma voglio cominciare a non parlare più al condizionale perchè mi accorgo che non c’è tempo. Fin da bambina ho sempre sentito uno strappo nel cuore quando qualcosa nel pianeta veniva deturpato, sporcato o inquinato. Mi colpisce quello che ha scritto il sig. Paoletti quando dice che “non siamo capaci di coesistere” e ne sento la dolorosa verità: lo vedo anche in me, in quei momenti in cui per qualsiasi motivo, sento sorgere in me il giudizio o il pensiero di essere – chissà perchè – migliore dell’altro e il desiderio di scansarlo. Ho assoluta necessità di aderire a ciò che il sig. Paoletti dice, per uscire da questa empasse: è uno sforzo che mi è richiesto, che devo fare e che VOGLIO fare, poichè facendo parte di questo pianeta che mi ospita, glie lo devo. Già tante volte ho visto nella mia vita che quando sia io che l’altro abbiamo vantaggio, la vita è migliore per tutti : VITA TUA VITA MEA. Per questo motivo non parlo al condizionale ma dico: faccio la mia parte per contribuire a rendere migliore questo mondo. Grazie.

  37. Ciao Patrizio, questo è il tuo terzo articolo che leggo e ancora una volta riesco a riconoscere nella sistematicità delle idee che presenti un meccanismo che mi aiuta a riordinare la mia esperienza di vita. Nel terzo paradigma che citi, il “Vita tua Vita mea” ho ritrovato l’origine e il senso di una mia esperienza in cui, pur essendo colpito in modo forte, mi sono trovato a reagire senza restituire il colpo, ma anzi accogliendo interiormente la condizione e trasformandola, per quanto ho potuto, in un messaggio di amore. Il bello è che partivo da un’idea di “bontà verso l’altro”, scoprendo poi che il frutto di questa attitudine nutriva in me una gioia molto più grande di altre gioie provate, ad esempio, nel soddisfacimento di un bisogno. Grazie ancora per aver riordinato i miei pensieri.

  38. Il percorso FASE mi porta sempre a riflettere. Riflettere che la relazione con noi stessi (e poi con gli altri e con l’insieme) comincia da filosofia, cioe’ da un principio, un sapere, un valore, un punto di riferimento attorno cui far ruotare il resto. Quindi produciamo vantaggio (economia) quando partiamo da un valore…

  39. Se tu -che sei il mio vicino- fiorisci io non potrò che giovarne, perché tu attirerai a te molte cose che potrebbero essere utili anche a me se ti starò accanto, tu migliori lo spazio nel quale io vivo. Se tu fiorisci sarai per me un modello, tu sarai per me un riferimento perché potrò imitarti, chiederti come ci sei riuscito e fare tesoro del tuo esempio. Se ancora io non sono riuscito a fiorire sarà una grande fortuna per me incontrare te che hai già fatto questo passo, se vorrai condividerlo.
    Il paradigma “mors mea, mors tua” non è difficile intuire che semini morte e distruzione in ogni dove, è insostenibile. “Vita tua, vita mea” è l’unica possibilità per l’uomo e per la terra di esistere, crescere ed evolvere.

  40. Leggere questo articolo, in giorni come questi, mi aiuta a pormi nuove domande e rafforzare alcune risposte . Il nuovo paradigma “Vita tua, Vita mea” lo trovo rivoluzionario. Grazie

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