COMPRENDERE LE EMOZIONI: SUCCESSO STRAORDINARIO PER L’EDIZIONE 2008

L’evento si è tenuto al Centro Congressi Kursaal di San Marino

Più di 400 presenti alla seconda edizione del seminar di Patrizio Paoletti
Si è concluso domenica 2 marzo, con la partecipazione di oltre 400 persone provenienti da tutta Italia e dall’estero, Comprendere le Emozioni, un percorso formativo condotto e ideato da Patrizio Paoletti e organizzato da Informazione S.r.l., che ha coinvolto il pubblico sia sul piano emotivo sia su quello intellettuale e fisico.

È ambizione di molte persone quella di vivere in modo intenso e propositivo riuscendo ad attivare e utilizzare le emozioni orientandole alla realizzazione dei propri sogni.

Anche un insuccesso e una frustrazione, se utilizzati come eventi da osservare e studiare, possono essere strumenti di miglioramento. è questione di allenamento: la gestione delle emozioni s’impara, scoprendo così nuove attitudini e abilità sociali.

Paoletti ha sottolineato l’importanza di “scavare” all’interno dei condizionamenti, spesso inconsapevoli, che limitano l’esperienza della vita, raggiungendo così livelli di coscienza e di sensibilità più utili.

“L’emozione – ha spiegato Paoletti usando il linguaggio della metafora – è simile a un cavallo che ama correre in modo istintivo verso diverse direzioni e/o fermarsi all’improvviso disarcionando il suo cavaliere.

Ed è proprio il cavaliere il valore aggiunto della corsa alla vita, infatti, che deve però addestrarsi a comprendere, gestire e orientare l’emozione (il cavallo, nella metafora) sua e delle persone che da lui dipende, nutrendola e accudendola con attenzione”.

Il linguaggio interno-interno, che permette all’uomo di comunicare con se stesso, ha avuto un rilievo importante all’interno del seminar. Essenziale, per Paoletti, è imparare a far parlare tra loro le tre parti di cui è composto l’uomo: istintivo-motoria, emotiva e intellettuale.

Tra esse, proprio la componente emotiva occupa la posizione centrale ed è dunque il “canale” fondamentale attraverso cui passa il rapporto con se stessi.

Nella nostra cultura la componente emotiva dell’uomo è stata oggetto di un’attenzione insufficiente. “Spesso – ha rilevato Paoletti – l’uomo occidentale ha difficoltà a interagire con se stesso a causa di una difficoltà a “nominalizzare” le emozioni, ovvero a identificarle esattamente: avviene così che due emozioni completamente diverse, come la paura di non riuscire e quella di far naufragio, ad esempio, siano erroneamente definite con lo stesso termine, determinando confusione nel linguaggio interno-interno”.

Una dote essenziale è per Paoletti “imparare a imparare”. Solo evidenziando a se stessi le proprie modalità di apprendimento, infatti, è possibile il cammino della sapienza. Un cammino che, come ha sottolineato Paoletti, richiede grande impegno; come in altri campi della vita, infatti, non si migliora se non attraverso lo studio e la pratica. “è forgiando, infatti – ha affermato Paoletti – che si diventa forgiatori. Ogni sentimento o abitudine emozionale non utile va però eliminata alla radice, con un taglio netto, avendo sempre cura di saturare lo spazio con convinzioni e abitudini vincenti”.

Grande spazio ha avuto, durante l’evento, la trattazione della creatività. Essa è strettamente connessa alla forma, vista come elemento di separazione tra il mondo della manifestazione e ciò che lo mantiene.

La forma, per Patrizio Paoletti, è allo stesso tempo contenuto: se le forme della creatività generano risultati, è segno che la creatività ci abita. In buona parte, la creatività, il genio, non consiste in una ricerca dell’assoluta originalità, ma nell’assemblare pezzi già noti in modo diverso da quello abituale.

Nel corso del seminar, Patrizio Paoletti ha mostrato come esistano metodi concreti per organizzare il sapere che abbiamo in modo da renderlo efficace ed efficiente per la nostra vita. Ha, infatti, spiegato ai partecipanti uno strumento fondamentale in Pedagogia per il Terzo Millennio: la “Griglia Rappresentazionale”.

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