gratitudine

RIFLESSIONI SULLA GRATITUDINE

Che cos’è la gratitudine?
Perché è importante la gratitudine?
Che senso ha la gratitudine nella nostra vita?
Perché è indissolubilmente connessa alla capacità di perdonare e perdonarci? Com’è possibile scoprire che questa vita è un dono?

Queste sono domande che mi accompagnano da sempre e che vorrei esplorare con voi lettori.

Da tanto tempo, ormai, ho scoperto che la chiave della gratitudine è contenuta nel perdono, che etimologicamente significa “farsi un dono”.
Io divento grato quando mi rendo conto che, prima di ogni altra cosa, devo provare amore per me stesso, cioè, devo accogliermi dicendo: “Eccomi, io sono questo, questo sono io”. Per poterci accogliere, infatti, dobbiamo vivere senza vergogne.

Questo momento storico, più di tanti altri, sta squarciando il velo del “sonno” della routine che accompagnava le nostre giornate e ci manteneva ciechi alle nostre istanze interiori.

La pausa della quarantena ci chiama, infatti, a vedere chi siamo davvero, cosa facciamo della nostra vita e, se ci impegniamo ad approfondire ancora meglio, ci mostra anche cosa possiamo essere, perché noi possiamo essere molto più di ciò che siamo ora.

Come affermo nel mio libro L’Intelligenza del Cuore, edito da BUR, la domanda che dobbiamo porci non è: “Chi sono?”, ma: “Chi posso diventare, se mi metto in cammino?”

Per giungere alla consapevolezza di chi possiamo divenire, dobbiamo fare un primo grande passo, che implica il perdono. Quando io posso guardare me stesso negli occhi e non provare vergogna di chi sono, di ciò che ho fatto, perché realizzo che da qualsiasi mio errore posso imparare ad essere migliore, allora (e solo allora) comprendo la necessità di onorare il dono che mi è stato fatto: il dono della vita.

Alcune persone folli accusano la vita del loro malessere, ma si sbagliano!

La vita non contiene nient’altro che un dono, quello di poterci svegliare dall’illusione di essere ciò che non siamo e impegnarci a essere ciò che possiamo divenire, imparando a resistere alle nostre emozioni distruttive, a quell’oscurità che a volte ci invade fino a farci negare la vita stessa, e ad arrenderci a – ciò che io definisco – il noi migliore di noi.

La gratitudine nei monumenti antichi viene rappresentata da una figura di donna che ha in mano un mazzetto di fiori di fave ed è seguita da una cicogna.

La cicogna è colei che annunzia la vita, mentre le fave hanno avuto nella storia due significati simbolici perché in origine erano connesse al mondo dei morti, successivamente alla rinascita, all’abbondanza e alla ricchezza. Questa donna rappresenta l’anima, la parte femminile creativa e generativa, in grado di prendersi cura della vita che c’è in ognuno di noi.

È proprio questa stessa vita che ci scorre dentro a generare gratuitamente per noi questo attimo e soltanto immergendoci in esso possiamo onorare la vita – e quindi noi stessi – godendo appieno del suo frutto, che è la presenza, appunto.

Voglio riprendere qui una citazione dal film Kung Fu Panda, splendida per la sua chiarezza a tal proposito:

“Ti preoccupi troppo per ciò che era e ciò che sarà. C’è un detto: ieri è storia, domani è mistero, ma oggi è un dono. Per questo si chiama presente.”

La gratitudine passa, dunque, dal cogliere il vero senso del perdono che ci permette di comprendere la gratuità di questo attimo. Scoprire che ci sono delle cose che non possono essere comprate, ma che hanno, invece, bisogno del nostro arrenderci ad esse per vivere, ci consente di entrare in una nuova sensibilità, facendoci incontrare la vita a un altro livello.

“Eccomi, io sono questo, questo sono io” significa che non guardo al mio limite – che non nego perché già conosco e da cui non scappo -, ma lo accolgo come punto di partenza per imparare a migliorarmi.

Quando io sciolgo il nodo della paura, dell’incertezza, del non sentirmi riconosciuto, del bisogno di essere acclamato, posso crescere e relazionarmi con una dimensione più grande. È così che divento pronto a lasciare ciò a cui mi ero attaccato per “muovermi verso”, cioè per evolvere.

Quando lascio andare il mio bisogno per muovermi verso il mio luogo interiore di potere, il luogo della consapevolezza, la mia vita diventa incredibilmente produttiva.

Non sono più attaccato alle cose. Esse si trovano tutte a una giusta distanza, permettendomi così di determinare, in ogni mio giorno, chi sono davvero e cosa è davvero importante per me, e vivere per questo.

La vita come gratitudine ci permette, così, di lasciare nel tempo il segno vivo della nostra presenza.

Questo è il momento, più che mai, in cui siamo chiamati ad essere grati e a diventare amanti della vita.

Commenti

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  1. Gratitudine..per esserci..per poter dire grazie..per il respiro..per poter ringraziare chiunque..per avere una possibilità..per poter conoscere me stesso..assieme all’umanità..Grazie!

  2. Che articolo denso. Mi ha cambiato qualcosa dentro, mi ha reso più attento.
    Da leggere lentamente, assaporando ogni passaggio. Alla fine della lettura, sento l’effetto dell’intensità di quel procedere, del significato che porta, e riposo per alcuni istanti sui petali della casa a forma di fiore che si è innalzata in me grazie a questi pochi minuti.

    1. Quando smetto di farmi fagocitare dalle recriminazioni del passato e dalle preoccupazioni del futuro, posso finalmente prendermi cura del presente, nutrendomi dell’attenzione alla Vita che riconoscendo se stessa ne trae godimento. In questo vedo Perdono e Gratitudine.

  3. Grazie a lei, Patrizio, ho imparato a riconoscere l’identificazione, il sonno.
    L’autentica gratitudine, per quanto mi riguarda, si manifesta quando mi accorgo di me. Nel momento in cui sono presente a me stesso, immediatamente mi ritrovo anche ad essere grato alla vita: come se gratitudine e presenza fossero sinonimi. Gratitudine non è dire “grazie” ma, è piuttosto uno stato d’animo, un sentimento muto che però si esprime su altri piani: quando dipingo, quando guardo negli occhi qualcuno, quando non danneggio nessuno con i miei “automatismi”…

    Grazie
    Massimo Pedrazzi

  4. In questo periodo ho davvero molto di cui essere grata…
    Osservo la forza della vita,la sua intelligenza,la sua capacità di portarci sempre dove dobbiamo essere…la sua grandezza che non ha limiti, capace di meraviglia…mi sento sostenuta da questa immensità che mi attraversa ogni volta che mi arrendo…quando vado oltre la mia personalità e mi apro a ciò che SONO E POSSO ESSERE…è come se vedessi con occhi nuovi…🙏

  5. Il perdono e’ fondamentale. Perdonare se stesso in primis. Io sono del parere che il tempo ci aiuta a capire tante cose, affrontare le nostre paure x poter perdonare e perdonarsi.

  6. Ringrazio innanzitutto, leggere questi articoli mi confortano.
    In me la gratitudine esiste nel momento in cui mi richiamo per un breve attimo alla presenza.
    Sento in me la gratitudine nel momento in cui sono in assenza di bisogni. E quando mi ritrovo in quella situazione è per me una festa. Una gioia.

  7. “Questo è il momento, più che mai, in cui siamo chiamati ad essere grati e a diventare amanti della vita.”
    💖💖💖
    Riprendo un piccolo stralcio dal tuo bellissimo articolo ‘che non fa una piega’…. per confermarti tutto ciò che hai così ben esposto. La Gratitudine e la comprensione del suo vero significato l’ho sempre vissuta ma, coscientemente, dal 1994… ed è tutto un crescendo, ad oggi, carissimo Patrizio.
    Sul Per-Dono si apre una ‘piccola’ parentesi…. va già meglio, sempre meglio ma per le grandi ‘ferite più recenti”, ci devo lavorare ancora un pochino. Grazie per il lavoro che fai e per Esserci. Grata, un abbraccio a te e a tutto lo staff.
    😍❤️💛💚💙💜

  8. Ho conosciuto Patrizio Paoletti qualche anno fa e ho iniziato grazie ai suoi insegnamenti a frequentare il concetto di Perdono ad avere amore per me stesso. La cosa bella che ho scoperto è che queste emozioni si imparano e imparare ad Amarsi e ad Amare ti porta a vivere nella Gratitudine.
    Vivere nella Gratitudine è un altra qualità di vita ! Grazie

  9. Grazie Patrizio per il bell’articolo che mi porta a riflettere su quanto debba ancora lavorare su me stessa. I tuoi messaggi ricorrenti mi sono utili per rammentarmi quanto devo praticare. Devo prima di tutto perdonare me stessa e accettare i miei limiti per espandermi. Grazie ❤️

  10. Anche se la mente comprende il passaggio tra passato e futuro come momenti non reali, ho sperimentato non essere così semplice vivere pienamente il presente, consapevolmente con la gratitudine che meriterebbe.
    Come e cosa allenare di sé per divenire capaci di farlo?

    1. È molto interessante il processo per cui solo superando la vergogna posso finalmente accogliermi, vedermi ed amarmi per ciò che sono.

      In questi giorni più che mai, in cui sono (e forse siamo) obbligati a vivere circostanze inaspettate, che non avevamo programmato, vedo accadere questo con frequenza sempre maggiore.

      La vita ci spinge a vederci, a specchiarci in noi stessi.

      Questo non è sempre piacevole, ma vedo che solo accogliendomi per ciò che sono, posso prefigurare ciò che voglio e posso diventare.

  11. Le argomentazioni che propone nei suoi articoli hanno il potere di accendere dentro me l’entusiasmo, il desiderio di impegnarmi nel migliorare me stesso, allontanando le paure e le false idee che mi portano a non stimarmi in maniera ottimale e veritiera. Continuerò a seguire i suoi articoli e il suo operato per ricevere ulteriori stimoli positivi.

  12. Scoprire di poter lasciare andare finalmente tutto il giudizio su noi stessi, che ci tiene ancorati al passato e timorosi del futuro e accoglierci per ciò che siamo, e respirare il presente liberi da pesi, e accorgerci che questo attimo è un dono che non può più essere sprecato.

  13. Ecco l’anello mancante: Il Perdono è davvero il prerequisito alla gratitudine che è godere vero e proprio della creazione tutta. Se mi accetto ci sono, posso partire, ed è li che posso godere dell’esser grato.

  14. What a beautiful reading!
    Grazie a questa lettura, arriva un Insight, le circostanze esterne diventano una festa, una fonte de opportunità diverse e, in una situazione spiacevole, il cambiamento più evidente in me è che cerco l’incontro, invece di isolarmi, di bloccarmi in un’idea generalmente negativa. Grazie!

  15. Perdonare se’ stessi è un atto complesso e difficile. Essere consapevoli del dove, quando, come riconoscersi e darsi un’identità è altrettanto complicato. L’articolo è notevole ma per il mio modo di essere è di difficile attuazione. Devo rileggere e riflettere molto

  16. Il perdono di se stessi è un concetto profondamente nuovo in un modello sociale che ha stigmatizzato l’errore a tal punto dal rilasciare alcuni vincoli sull’etica pur di affermarsi formalmente nel giusto. A volte può anche essere frainteso: se mi limito alla vista dei miei limiti posso scambiare il perdono per giustificazione, per mancanza di responsabilità. Ma qui trovo la forza straordinaria del punto di vista di Paoletti: l”accettazione dell’errore è strettamente allacciata alla consapevolezza di poter fare meglio, di poter essere migliori. Come non essere grati di fronte a questa evidenza di molteplici opportunità nella vita? Come non sentirsi stimolati da questa visione di possibilità a portata di mano?

  17. Sempre più spesso, nel quotidiano, riconosco la pragmatica verità delle idee che ho trovato in questo articolo. Ogni volta che sono riuscito a fare un passo oltre il bisogno di riconoscimento o il bisogno di nascondermi, sostenuto da un valore più alto ho potuto accedere alla Gratitudine e cogliere appieno il “dono” del Presente e scoprire la ricchezza di questo dono nell’interazione con la vita, nell’interazione con l’altro, una ricchezza sovrabbondante.

  18. Questo articolo è una guida che orienta alla Pace, lo smarrimento di questo preciso momento storico.
    Grazie per averlo scritto.

    La gratitudine è una qualità che custodisce in sé la parola Grazia.
    Per me, questa si collega alla bellezza, all’arte e nel passaggio di “F.A.S.E.” l’arte è la capacità di lasciare un segno, il potere di incidere significativamente in noi e nel mondo attorno a noi.

    La grazia è al tempo stesso condizione di ispirazione, uno stato interiore dell’essere e anche il condono di una pena.

    Se in questa idea, la grazia è nel cuore della gratitudine, vivere essendo grati,
    diventa il collegamento con ciò che ci è donato, e quindi l’affermazione che questo attimo è ciò che aspettiamo e per il quale vale la pena essere qui ora.

  19. Geniale in questo articolo l’indicazione di come è possibile essere grati alla vita. Mi ritrovo a recriminare nei confronti di una certa situazione e mi ritengo giustamente di aver ragione di non poter essere grato, di essere ingiustamente in condizioni sfavorevoli, ecc.. questo mi imprigiona nella non gratitudine. In questo articolo viene svelato il trucco: il perdono, inteso come prendere atto di ciò che sono senza nascondermelo. Nel pormi di fronte a me stesso non ho più l’esigenza, il bisogno di difendere un falso me quanto piuttosto essere grato della possibilità.

  20. Grazie, grazie, grazie.
    queste parole mi hanno toccato profondamente.
    Un pomeriggio di 3 anni fa ho visto chiaramente che non mi amavo, non solo l’ho visto, l’ho sentito profondamente in me stessa.
    E mi sono detta “mai più così”. La seguo da anni ma ascoltare e capire non significa sempre essere consapevoli, e io quel giorno sono diventata consapevole di questo, si c’era vergogna nel vedere i miei errori ma ho cominciato a perdonarmi.
    Il potere vedere questo mi ha permesso come dice lei di imparare dagli errori, e di cominciare a vedere di avere dentro me “un me migliore di me”.

  21. Quando comprendo che ogni presente è un dono dal quale imparare, dentro di me si accende un sentimento come di gioia e pace insieme che mi permette di godere questo momento con profonda gratitudine! Per un tempo paure e bisogno si spengono. Voglio essere capace di frequentare più spese più a lungo questa comprensione. Grazie

    1. Ciascuno di noi ha in sé un proprio senso di gratitudine atavico in parte,e in parte maturato dalle esperienze positive e non che ha vissuto, in parte viene trasmesso dall’educazione che si è ricevuta e sicuramente dal grado di fede…Nel mio caso il senso di gratitudine che provo è dovuto all’amore che ho ricevuto da Dio Padre sin da quando ero bambina e mi ha permesso di sentirmi amata e preziosa agli occhi di Dio..Questo sono del tutto immeritato,mi ha permesso di autoesaminarmi sempre,di perdonare e di perdonarmi ,cogliendo un insegnamento in ogni esperienza di gioia o di dolore che io abbia vissuto e la capacità di essere grata,perché nulla di è dovuto ma tutto è un dono,uno strumento atto ed efficace a far crescere la nostra anima e a purificare il nostro ego,sempre combattuto tra l’essere e il non essere,tra lo spirito e la carne….Perciò che dire rallegriamoci sempre,perché ad ogni istante che viviamo,il qui e ora è racchiusa l’immenso significato della nostra esistenza!!!grazie per tutti questi spunti di riflessione e di questi commenti…c’è sempre da imparare gli uni dagli altri!!!Saluti e pace a tutti!!!

      1. Bello leggere l’imput di Paoletto, ma ancor più fanno riflettere le diverse considerazioni di chi legge, ascolta, commenta. Grazie a tutti.

  22. Ogni momento è un’opportunità per imparare… e questo periodo in particolare, perché ci costringe finalmente a passare più tempo con noi stessi: per convivere in uno spazio ristretto occorre tirare fuori il meglio di noi! Grazie vita per questa grande occasione!

  23. “Questo è il momento, più che mai, in cui siamo chiamati ad essere grati e a diventare amanti della vita.” Questa frase, apparentemente provocatoria in questo momento storico, è la frase più sensata che ho letto negli ultimi 40 giorni. Grazie Patrizio.

  24. Grazie Patrizio. Seguo da un po’ di tempo i tuoi consigli sulla via di una migliore crescita interiore. Proprio nella direzione di questo miglioramento e del conoscersi e perdonarsi, una cosa che ho appreso è parlarmi in un modo proattivo. Così mi sto allenando a pensare al limite come a una misura. Per me questo è motivante in quanto una misura, come caratteristica ha quella di essere espandibile e meglio mi fa comprendere da dove devo, senza menzogne o compromessi, cominciare, per aggiungere in me qualcosa. Di fatto mi rendo conto che poi c’è bisogno di un obiettivo chiaro per vincere l’inerzia della pigrizia e dunque per trasformare questa misura di partenza in una misura più grande che contenga quindi di più: una fetta più grande di mondo, più cose e più gente.
    Grazie

  25. E quanta vita dietro questo scoprire di essere capaci di perdonarsi, di guardarsi allo specchio, di non avere paura, di provarci ancora, di non giudicarsi, di non dare la colpa alla vita, alle cose, alla gente, di riempirsi di luce!
    Grazie per queste riflessioni puntuali, precise e necessarie!
    E viva Kong Fu Panda e l’ingrediente segreto !!! :))))

  26. Se mi perdono vuole dire che vedo ciò che posso essere,ho vinto la menzogna di credermi anche senza essere,e mi si spalanca una visione più ampia del mondo, qui sorge la gratitudine e vedo tutto correlato ed entro in un mondo delle possibilità dove la vita,che è un dono, è per me,con tutto ciò che mi presenta,bello o meno bello,
    Il perdono interrompe la storia e dà inizio alla costruzione del nostro destino.

  27. Questo articolo mi ha fatto vedere il perdono in una nuova ottica l’idea di perdonare se stessi e non gli altri come comunemente si intende . Iniziare a perdonare me stesso per farmi il dono di essere grato di questo attimo che non è gratuito.

  28. Questo articolo mi emoziona molto, mi ha ricordato tantissimo un dialogo tra Socrate e Alcibiade riportato da Platone nel quale Socrate parlando della cura dell’anima, fa riferimento all’amore delle cicogne, richiamando il fatto che i loro piccoli tornano da adulti a prendersi cura di chi li ha allevati quando questi ne hanno bisogno. Mi ha fatto pensare che la gratitudine è soprattutto questo: reciprocità di amore, di affetto rivolto alla parte migliore di noi, l’anima. E che se, ognuno di noi, coltiva questo amore alato prendendosi cura della parte migliore di se stesso, facendola crescere, poi questa si prenderà cura di lui nei momenti difficili. E che se impariamo ad avere cura e rispetto cominciando da noi poi riusciremo ad avere un amore più adulto anche nei confronti degli altri. In questo momento aiuta tanto riflettere in questa direzione!

  29. Questa riflessione profonda e orientante, sento che ci nutre nel profondo. Soprattutto in questo momento in cui stanno prendendo spazio reattività, giudizi, lamentele, beffe e varie altre manifestazioni, che l’essere umano può produrre. Questo è più evidente ora, in uno spazio ridotto e un tempo che si è dilatato.
    Ciò che sento con forza è che la gratitudine mi porta su un altro piano, utilizzando ciò che ho intorno non come peso che grava sulle spalle, ma come spinta per un salto, dandomi una sensibilità più fine e una visione maggiore.
    GRAZIE!

  30. Gratitudine,è una bellissima parola,riempe di colore la vita…Questo momento particolare che oggi viviamo, tutti insieme, ci porta a tante riflessioni su noi stessi e, tanto altro….viva la Vita.

  31. Grazie per l’ articolo Patrizio,

    che ho letto con gusto;

    per esempio, m’ispira per la sua densità, il passaggio ” é proprio questa stessa vita che ci scorre dentro a generare gratuitamente per noi questo attimo, soltanto immergendoci in esso possiamo onorare la vita.”

    Forse non è un ‘grazie’ che attrae il ‘dono’ e nemmeno viceversa:
    la ‘gratitudine’ ed il ‘momento presente’ s’ immergono l’uno nell’ altro attraverso un moto di perdono?
    Quali sono i minimi strumenti per mettersi in cammino con leggerezza?

    Così mi tornano alla mente le “nature morte” dei pittori fiamminghi, raffiguranti l’abbondanza dei banchetti con invitanti riflessi di luce sulle brocche d’acqua e sulle stoviglie.

    Buona serata

    Filippo

  32. Essere grati ogni momento perche’ nulla ci e” dovuto ,questo mi fa riflettere molto…. Apprezzare ora ..adesso non dopo. Essere grati alla vita perdonarsi ogni momento all’ora posso dirmi di amarmi.Grazie Patrizio

  33. Un spunto di riflessione interessante. Mi sembra che oggi abbiamo consolidato molto l’idea o la percezione che la vita sia sotto il nostro dominio (dal concetto di self-made man a tutte le conquiste tecnologiche) e quindi non c’e’ un particolare motivo per essere grati – nel senso che cio’ che ottengo e’ il frutto del mio impegno, quindi me lo sono meritato. Questo invece mi fa riflettere sul fatto che ci sono cose che ricevo indipendentemente dalle mie azioni e la gratitudine e’ il dare valore a queste cose. E dice che la gratitudine possa essere appresa.

  34. Nei momenti in cui sono riuscito ad essere GRATO di ciò che ho e sono ora, ha permesso di avere la giusta distanza dai bisogni della vita. E allo stesso tempo la pace interiore affiorata, ha fatto spazio dentro me, accogliendo il “ME MIGLIORE DI ME”. Grazie VITA!

  35. Ho sentito questa idea della gratitudine connessa al perdono da lei qualche anno fa e da allora è stata uno strumento molto prezioso per la mia vita. Imparare a perdonarmi è un passo fondamentale per liberare spazio dentro di me e fare posto alla vita che voglio vivere. Questo processo del perdonare me stessa è una pratica quotidiana ormai che mi permette di trovarmi nuova all’attimo che sto vivendo e di esserne profondamente grata. Quello al perdono è un allenamento costante che mi permette di ri-posizionarmi durante le giornate e ri-orientarmi alla migliore versione di me che voglio nutrire per me stessa e per le persone che mi circondano. E, in questo momento di quarantena, in cui siamo sottoposti a condizioni apparentemente limitanti, rimanere ancorata alla gratitudine mi permette di vivere con intensità e gioia giornate apparentemente uguali, e mi fa scoprire che ogni attimo ha la sua bellezza e merita di essere vissuto come unico e prezioso.

  36. Nel perdono io sono sveglia, presente; rinasco dalla comprensione di quelli che (nella vita ordinaria) chiamo errori e che nel perdono del me migliore di me diventano semi. Come posso non essere grata per il seme che darà frutto?

  37. Quando nella mia mente arrivano alcuni pensieri, in relazione a quello che non ho ancora realizzato in relazione ai miei desideri è un turbinio di emozioni che non ha fine. Quando invece ribalto il tutto, e provo pensre a tutte le cose meravigliose che ho a disposizione, al verde dei prati, al profumo del mare, alla luce del sole alle note di una musica piacevole, anche al solo fatto che posso ancora godere di tutto posso anche solo respirare, allora si crea in me uno stato di gratitudine! Poi mi chiedo: ” Ma è davvero così semplice?”

  38. Da quando ho iniziato a lavorare seriamente, perché l’istanza che mi pressava, era uscire Da quello stato di confusione perenne, che mi creava dolore, autocommiserazione,considerazione interna, ma anche recriminazioni, colpevolizzazione degli altri , e tutto questo stato mi portava ad una non accettazione di me, al vergognarmi di come ero e quindi mentire a me stessa e agli altri, per apparire ciò che non ero, ma tutta questa menzogna mi creava ancora più insoddisfazione malessere, che alimentavano ancor più la mia confusione, poi é arrivato davvero il dono, quello di poter seguire degli insegnamenti, una via ,e già per il solo fatto di avere una possibilità di non essere costantemente nella confusione, di poter avere un orientamento, mi ha dato più forza per potermi mostrare nella mia pochezza e nudità a me stessa e agli altri, e questa libertà , che non pensavo di poter mai avere, mi ha fatto essere grata alla vita, alla possibilità che mi veniva data , e timidamente potevo perdonarmi, e miracolosamente anche accettarmi per quello che ero.grazie

  39. “Essere amanti della vita” è una conclusione (di questo articolo) che mi ha colpito tantissimo. Perchè? Perchè vedo che io amo invece (o tendo ad amare) solo quello che nella vita mi piace, o mi è comodo….il resto tendo a scansarlo o a reputarlo “fastidioso” o di ostacolo. Perchè? Perchè mi accuso, dicendomi che “non sono all’altezza”… invece questa idea di perdonarci, e soprattutto di non provare vergogna per noi stessi è bellissima, la trovo rivoluzionaria. E’ vero: in questo momento storico, che mi piaccia o no, sono costretta a guardarmi dentro: a vedere meglio cosa faccio (o non faccio), cosa penso, come mi esprimo, che emozioni ospito in me….non è sempre tutto bello, ma se rammento a me stessa che la vita è un dono, posso provare ad andare ogni momento oltre il limite che mi sono imposta…e ad essere grata.

  40. Mi fanno tanto riflettere le parole “È proprio questa stessa vita che ci scorre dentro a generare per noi questo attimo…”. La vita che ci scorre dentro, questo cuore che batte a pensarci bene sono una magia. Qual’è il senso di questo vivere, di questo attimo…? “… e soltanto immergendoci in esso possiamo onorare la vita. “. Fantastico!

  41. Sto iniziando finalmente non più a capire solo con la mente, ma a comprendere con il cuore la connessione tra perdono-gratitudine che Patrizio ci insegna. Dopo aver letto l’articolo, ho fatto l’esperienza di potermi vedere per quello che sono realmente e non per quello che immagino di essere: mi sono vista con i miei limiti e con i miei bisogni, e nel vedermi ho sperimentato una sottile gioia profonda… perché ho potuto perdonarmi; non perché accettassi quella condizione, ma perché l’ho accolta come punto di partenza per divenire altro. E questa trasformazione può avvenire solamente se prima mi vedo per come sono davvero. Infatti il perdono ha creato un nuovo spazio dentro di me, in cui posso ospitare quelle idee che mi fanno tendere al Me Migliore di Me. E ciò che voglio divenire, appunto, è una persona “grata e amante della vita” in ogni istante.

  42. La riflessione a cui l’articolo mi porta è l’idea che il nostro possibile futuro, il nostro possibile miglioramento e cambiamento, dipendono solo dalla nostra capacità di sapere guardare e orientare tutte le nostre energie in una direzione che il mondo quotidiano non ci offre. . È come imparare una lingua che non esiste, o meglio, esiste solo per coloro che sono attenti. Grazie a questo articolo ea molti altri da lei, posso trovare quella visione che non appare in TV, essendo in grado di riflettere in un modo nuovo, resiliente e possibilista. Ed imparare ad orientarmi sempre di più e meglio verso, come dice lei, la mia “versione migliore”. Grazie Paoletti.

  43. La pausa della quarantena sta mettendo in evidenza quanto la nostra vita sia in effetti costituita da un “…vortice di affari e di impegni nel quale ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà e annoiato di ciò che ha”, come dice Seneca. Questa pausa fa nascere domande sulla vita, sulle quali non ci si era mai soffermati a lungo. Certo, ci piacerebbe che le cose “fuori” fossero diverse, e ci si accorge anche che i primi cambiamenti possono partire “dentro”: per quanto mi riguarda, vorrei migliorare la mia attitudine nei comportamenti e la gestione degli stati emotivi.

    Inoltre, parole come gratitudine e perdono sembrerebbero parole “riservate” al clero, agli uomini religiosi. Non è un caso che gli aforismi che ho trovato sulla gratitudine siano stati quasi tutti scritti da mistici: “La gratitudine, è il paradiso di per se stessa” (Rumi), “Se la sola preghiera che dirai mai nella tua intera vita è ‘grazie,’ quella sarà sufficiente” (Mastro Eckhart), “Tu mi hai dato così tanto: dammi ancora una cosa, un cuore riconoscente” (George Herbert, santo della chiesa anglicana). Eppure, nonostante l’uso fatto finora sia stato principalmente religioso, trovo attuali e al tempo stesso rivoluzionarie le parole “perdono” e “gratitudine” che evocano stati d’animo insoliti nella vita di un laico del XXI secolo: chi si sognerebbe infatti nella propria vita lavorativa o affettiva di parlare di perdono e di gratitudine? Noi abituati ad usare parole come: ”vittoria”, “rivalità”, “profitto”, “concorrenza” e così via, associandole inevitabilmente a stati d’animo competitivi, ben descritti dal paradigma: “mors tua, vita mea”.
    Ebbene, confesso di trovarmi perfettamente a mio agio con i vocaboli “perdono” e “gratitudine”, e anche nel lasciarmi raggiungere dal senso che queste parole hanno, così come le illustra Paoletti in questo articolo.
    Che nuovo sapore avranno le giornate se provo ad occuparmi del mio lavoro e della mia vita, mentre mantengo un cuore grato?

  44. “Perdonarsi ed essere grati anche quando ci sembra di essere incastrati negli errori commessi o quando ci si sente vittima e preda del mondo esterno”.
    Niente di più difficile!
    Credo possibile solo ci si concentra a come migliorare, in breve al concetto del “Me migliore di me”.
    Grazie.

  45. La gratitudine non faceva parte del mio sentire. Ringraziare per me, nella maggior parte dei casi, era più una formalità, l’espressione verbale per rispondere a chi mi aveva dato qualcosa. Il significato profondo è stato corrotto dall’essermi sentito in diritto di ricevere ciò che mi veniva dato; pure essendo compreso nell’educazione ricevuta, i miei occhi non hanno colto, nel mondo attorno a me la coerenza di quanto mi veniva insegnato a fare con il comportamento, ritrovandomi ad imitare comportamenti privi, appunto, di quel sentimento che rivela l’autenticità del gesto.
    La gratitudine oggi è qualcosa che mi apre a nuovi orizzonti, la chiave di lettura per guardare con occhi nuovi le scene di sempre, mi offre la possibilità di riprovarci nonostante tutto. Dire grazie è accorgermi che il posto che occupavo dentro di me, e nel mondo fuori di me, era tutt’altro che appropriato e gli errori commessi cominciano a trasformarsi in una forza che sostiene la resilienza. Tutto questo è avvenuto perché ho sentito davvero qualcosa che vuole la mia partecipazione, e per me rappresenta un segnale importante che sta spostando il baricentro della mia esistenza da fuori a dentro e l’accompagna un sentimento che schiude le labbra per sussurrare, questa volta spontaneamente, la parola grazie.

  46. Rileggo questo articolo ogni volta che perdo il senso di quanto stiamo vivendo in questo momento.
    Questi passaggi, insieme a tanti altri “rubati” dagli articoli pubblicati, diventano i fili, i colori, che metto assieme per tessere quel tessuto che mi fa cogliere il senso: scoprire come posso essere GRATA a questo momento.
    Vedo in me, sempre più di frequente, di fronte ad un “inciampo”, la possibilità, cerco quindi di rispondere a questo inciampo in un modo nuovo che definirei finalmente umano: riesco a rispondere con leggerezza, amore e disponibilità, RINGRAZIANDO anche, le situazioni che apparentemente mi stanno facendo uno sgambetto. Scopro in questo modo che, anche cadendo, non posso essere ferita, mi riapro ad una nuovo possibilità da cercare e accolgo la Forza, la Leggerezza, l’Amore che deriva da tutto ciò e che riesco a donare anche agli altri….sentendomi più ricca di prima.
    Sono grata a questi momenti perchè mi allontanano dal buio.

  47. questo articolo fa riflettere sulla situazione attuale e sulla possibilità che questo momento eccezionale che scuote le nostre abitudini e le nostre vite, ci offre per poter cambiare le domande che ci facciamo. La riflessione sulla gratitudine e il perdono mi spinge a chiedermi cosa voglio da questa situazione? come posso sfruttare al meglio questo momento guardando al futuro?

  48. “La gratitudine nei monumenti antichi viene rappresentata da una figura di donna”… mi sembra una immagine suggestiva. Mi fa pensare alla fiducia di un bambino per la presenza della sua mamma. Se un bambino va alle giostre certo della presenza della sua mamma, tutto è meraviglioso; se la perde, quello stesso spettacolo diviene un inferno! Che gratitudine per una presenza! Presenza!

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