VITA TUA VITA MEA

VITA TUA VITA MEA: un nuovo paradigma

Perché oggi è necessario un nuovo paradigma

Oggi vorrei condividere con voi l’idea di giungere ad un nuovo paradigma e perché è necessario farlo: vita tua, vita mea.

Per intenderci, i paradigmi sono le “cornici” che, a seconda del momento storico, abbiamo adottato come specie, come società e che condizionano i nostri comportamenti, il nostro modo di pensare, il nostro modo di vedere, leggere e narrarci gli eventi.

Come ho già scritto in un articolo che ho pubblicato qualche giorno fa, io non sono particolarmente affezionato alla mindfulness perché sono piuttosto un sostenitore dell’awareness, della consapevolezza, la quale raccoglie tutte le pratiche create da sempre e per sempre dall’uomo per l’uomo, tra cui anche la mindfulness.

Infatti, soltanto la consapevolezza di noi stessi (consapevolezza di sé) può essere il futuro sostenibile per la nostra specie, perché la consapevolezza è evoluzione, è orientamento, è, come adesso alcuni amano dire, innovability, ossia un’innovazione sostenibile che incontra la rigenerazione delle nostre abilità e dei nostri talenti più intimi e profondi.

La consapevolezza rappresenta la messa in campo di ciò che è davvero importante per noi e ci consente di discernere, orientare, selezionare chi siamo e cosa vogliamo essere in questo mondo di cui comprendiamo la condizione, del quale sentiamo di dover inevitabilmente e necessariamente essere partecipi.

Tuttavia, quando alcuni dicono che la mindfulness sia l’oppio dei popoli perché è una struttura per rilassarsi al servizio del nuovo capitalismo, sebbene apprezzi la provocazione – occorre sempre un antagonista per capire meglio ciò di cui si sta parlando – la visione mi sembra un po’ miope.

La consapevolezza, l’awareness, la mindfulness, il benessere della mente non possono essere oppio, ma rivoluzione perché ci permettono, appunto, di rileggere comportamenti e situazioni avendo come fine il miglioramento personale, che è inevitabilmente miglioramento dell’insieme.

Se io sto meglio, il mondo che mi circonda, di cui faccio parte e nel quale sono condizione condizionante non può che migliorare, è una congiunzione diretta. Non possiamo pensare di essere schizofrenici, immaginando per noi il meglio e desiderando per gli altri il peggio. Oggi – questo è il mio augurio e anche il mio impegno sociale – siamo pronti per: vita tua, vita mea.

Oggi il mondo sembra essere abitato da un’umanità che ha perso sé stessa, il suo orientamento ed è per questo che io dico da anni che occorre una nuova FASE per la rivoluzione della nostra storia. (FASE è l’acronimo di Filosofia, Arte, Scienza, Economia.) Ciò che ci ha permesso di diventare chi siamo oggi come specie e di conquistare la nostra posizione eretta è stato il conseguire una capacità che si è manifestata in una nuova visione, la quale nasce dall’aver fatto a noi stessi una domanda: perché tutto questo?

Le domande della nostra vita sono amore per la conoscenza. La domanda stessa è lo strumento per costruire la consapevolezza, come un pilastro lo è per un ponte.

Allora, tutto parte dalla domanda – atto filosofico – che rappresenta la ricerca di una conoscenza più alta che prima non possedevo. La nuova visione che la risposta a questa domanda fa scaturire innanzi a me, mi chiede di essere parte e incidere su ciò che vedo, lasciando un segno: questa è Arte. L’Arte è techné e mi permette di muovermi da questa nuova conoscenza che ho acquisito verso la sua verifica sostenibile: scienza.

Oggi abbiamo bisogno di scienza, non di allarmismi o confusione, non di illazioni. Abbiamo bisogno di scienza e verifica di ciò che abbiamo chiesto a noi stessi e che abbiamo scoperto di noi stessi e degli altri intorno a noi.

Infine, dobbiamo trovare quell’attitudine di vita che è – come diceva Gregory Bateson – un’ecologia della mente o, come piace dire a me, un’economia della mente, che ci permette di essere sostenibili, perché capaci di coesistere in un mondo violento quali araldi e messaggeri di pace, affinché questo mondo diventi consapevole della necessità della pace, intesa non come assenza di guerra ma come stato interiore dell’essere, che soltanto quando viene raggiunto è in grado di manifestare appieno il suo straordinario potere sulla vita.

FASE è l’acronimo della rivoluzione di ogni tempo e questa rivoluzione, ancora una volta, deve vederci impegnati a superare quelli che sono stati nel tempo i nostri paradigmi. In primis, Mors tua, vita mea: a lungo abbiamo immaginato un mondo dove eravamo guerrieri, usurpatori e dove la nostra vita era vincolata alla nostra capacità di sopprimere o opprimere l’altro.

C’è stato un tempo, che si è ripetuto più volte nella nostra storia, anche agli inizi di questo nuovo millennio, dove il paradigma da mors tua vita mea è diventato mors mea, mors tua e tutti coloro che hanno subìto, hanno desiderato far subire: “Se io perdo, devi perdere anche tu”.

Ovviamente, non è un paradigma sostenibile, perché rappresenterebbe l’estinzione della nostra specie.

Oggi dobbiamo, invece, essere pronti ad affermare che la tua vita è la mia vita, che il darti benessere, farti vincere è il mio vincere, e se ambedue ne diveniamo consapevoli, il nuovo paradigma è win – win, vincere – vincere: vita tua, vita mea.

Ognuno di noi, pur essendo separato dall’altro, è parte di esso, così l’altro è parte di noi. Non possiamo non ricordarlo.

Quando entriamo in questo nuovo paradigma esso dà vita ad un processo rivoluzionario dentro di noi, sentiamo che il nostro destino non è semplice sopravvivenza, ma è immergerci in una vita piena, dove una nuova sensibilità si sviluppa in noi; in una vita di realizzazione, dove un nuovo entusiasmo ci accompagna giorno e notte, incessantemente; in una vita di gratitudine dove comprendiamo la gratuità di questo attimo e, da questa comprensione, nasce un’energia inesauribile.

La tensione ad affermare questo paradigma decreta la sua forza di cambiamento. Più persone parteciperanno a questo processo, più saremo ad affermare “vita tua vita mea, sono pronto ad accoglierti e a migliorarmi con te”, più questa tensione rivoluzionaria produrrà questo cambiamento, questo muoverci verso.

È proprio questo “muoverci verso” il vero risultato che dobbiamo ricercare, il vero risultato che stiamo cercando.

Commenti

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  1. Avevo visto un video di questa ” lezione”. Mi sembrava molto efficace. Sarebbe possibile poter vedere anche il video? Mi sarebbe piaciuto molto condividerlo…

    1. Il concetto di mors sua vita mea mi ha sempre fatto rabbrividire, anche prima che questi passaggi di Paoletti apliassero il significato in contrapposizione a vita tua vita mea. Non so se e difficile il concetto ho il lavoro che c e dietro ad una frase così, ma proprio in questi gg di emergenza mi rendo conto che la strada che percorro e diversa da quella del mio vicino. E mi ripeto come un mantra cercando di farla mia anche nei miei comportamenti: se tu vivi e condividiamo anche io vivo. Un concetto che se fatto ns nel nostro piccolo, ma piccolo mondo personale, ci trova pronti a passare anche questo periodo difficile

      1. Mi è piaciuto molto il passaggio che la consapevolezza rappresenta ciò che è importante per noi. Io sto cercando da tempo ciò che è importante per me e più ne sono consapevole più vado in profondità nella domanda. Oggi per me, è partecipare.
        Grazie

  2. Guarda questo concetto oggi almeno x me è un sogno penso sia più vero morte tua…. Siamo in una epoca di degrado sociale di valori persi di attimi che nn hanno più valore e di valori che n valgono più io vedo questo oggi.. Valori senza valori.. Volontà di svalorizxare i valori altrui.. In nome dell’unico valore che oggi è fortissimo.. I soldi.. €€€.. Unico valore

  3. se alleni la mente per adattarti al mondo cercando di migliorarti resti, insieme al tuo guru, un ingranaggio di questo mondo con una personalità più affascinante e un ego più grande. se alleni la consapevolezza costretto dalla Sacra Nostalgia sarai nel mondo ma non del mondo e il tuo guru sarà la stella polare nel tuo Cuore. Certo molti maestri in questa seconda ipotesi saranno costretti a cambiar lavoro 🙂
    ad ognuno la propria scelta: pillola blu o pillola rossa, o nutri il tuo ego o lo affami.

  4. Grazie Patrizio per questo distillato di saggezza. Anche io sposo a pieno il paradigma “Vita tua, Vita mea” perche’ e’ l’unico modo di dare un senso al nostro stare qui su questo pianeta per circa 80 anni. Che senso avrebbe infatti passare di qua avendo imparato solo a sgomitare o a sopravvivere? Che cosa resterebbe di me dopo? Credo profondamente che solo lo sforzo dell’ interazione per il raggiungimento di un bene comune possa generare in noi quella energia vitale che rende piena di senso la nostra esistenza. Nella nostra forma attuale e, perche’ no, anche dopo, quando questa forma di manifestazione si trasformera’. Grazie ancora per questa tua ulteriore condivisione di una visione ampia e illuminata della Vita.

  5. Buona sera,
    si anch’io credo che cercare un nuovo accordo con l’altro sia fondamentale.
    Mi sono accorto negli ultimi tempi che nonostante abbia provato in più modi di far valere, non necessariamente prevalere,
    Il mio punto di vista le cose non sono andate proprio come pensavo .
    Quindi evidentemente non è questo che l’altro si aspetta da me ma piuttosto di essere accolto apertamente senza giudizio .
    Nel mondo c’è ancora troppo egoismo definirei sfacciato per pensare che siano gli altri i primi a cambiare i loro comportamenti.
    Ci vorrà tempo , per quel è la mia realtà continuerò a provarci nel non pretendere forzatamente ma piuttosto creare la miglior collaborazione possibile.
    Grazie

  6. Sono convinta che il nuovo paradigma sia la nostra possibilità e sto crescendo nell’amore verso me stessa per poter partecipare a questo processo evolutivo.

  7. Il win-win come paradigma. La vita con e per la vita. Ogni vita in sé è la più alta espressione di una più estesa consapevolezza. Celebriamo con gratitudine il dono che riceviamo ad ogni istante! Grazie Patrizio!

  8. Adesso in un momento di emergenza è più che mai necessario questo messaggio,quindi grazie e spero che la FASE si diffonda in maniera VIRALE per “essere in tema”

  9. credo nel cambiamento e questo nuovo paradigma è quello che ci voleva..In questo momento di vera emergenza e di paure la Fase si espanda il più possibile…

  10. Quello che io sto vedendo è che solo se io mi amo (Vita mea) posso amare l’altro (Vita tua) ed assieme amare questo bel Mondo che gentilmente ci contiene e che, sempre gentilmente, ci sta mandando segnali sempre più chiari per invitarci ad una maggiore e più alta Consapevolezza di noi.

  11. Queste tue parole fanno riflettere tanto. È da poco che ti segue e ciò che dici fa riflettere non solo la mente ma soprattutto il cuore.
    Nel mondo che viviamo oggi a mio parere vedo egoismo, gente arrabbiata, stress… insomma non si vede gente serena. È difficile incrociarla. Le parole che hai riportato farebbero bene a tantissime persone, ascoltate col cuore. Io sono riuscito ad ascoltare col cuore e mi hanno fatto riflettere tanto. Pian piano sto intraprendendo questo tuo cammino felice e sereno. Grazie

  12. Buongiorno,
    ritengo molto importante, significativo e rivoluzionario questo modello di vita, vita tua vita mia. Sebbene arduo da applicare ma magico nell’attuazione…oggi più che mai indispensabile per una vita, sia comunitaria che personale migliore.
    Grazie mille per questo articolo!!
    Stefano

  13. STOP, ri-pensiamoci.

    Ci sono momenti che segnano. Momenti che tracciano una linea netta, tra un prima e un dopo. L’ultimo è accaduto a settembre 19 anni fa.

    Ora stiamo vivendo un momento analogo di sospensione. Ma lo Stop segna anche un bivio. È l’occasione per ri-pensarsi: qual è la vita che voglio vivere?

    Nella malattia si dice che il sintomo che ci infastidisce (o che ci blocca) nasconda la cura se abbiamo l’accortezza di coglierne il messaggio.

    E il sintomo, quello di prendere distanza dagli Altri per un tempo, dice che dobbiamo ri-pensare alle nostre Relazioni. Con gli Altri, certamente, ma ancora prima con noi stessi.

    Ritrovarci improvvisamente soli, infatti, è un brivido. Pensavamo di essere indipendenti, di scegliere la nostra vita in maniera autonoma. Pensavamo… E invece non è così. Ci ritroviamo non solo dipendenti dagli Altri ma anche dalla loro salute e dal loro ben-essere.

    Ci accorgiamo che gli Altri contano, molto. Contavano ieri, contano oggi e conteranno domani.

    Dobbiamo imparare a comprendere l’unica vera RICCHEZZA umana: LE RELAZIONI.

    Ultimamente le abbiamo date un pò per scontate. Pensavamo che bastassero i like. Sembra che non sia così. Ci vuole di più.

  14. Carissimo Patrizio, ritengo che in quest’articolo tu abbia centrato un tema fondamentale del nostro tempo, ovvero il cambio di paradigma che molti chiamano, utilizzando il linguaggio della New age, salto evolutivo quantico ( quantum leap) o cambio dimensionale, le cui prime avvisaglie, a mio avviso, si sono manifestate già all’inizio del nuovo secolo. Questo processo rivoluzionario di profondo rinnovamento in atto presuppone il superamento attraverso la disgregazione e riorganizzazione di tutto ciò che esiste e ha significato e spesso , come stiamo vedendo proprio nel disastrato e difficilissimo periodo storico che ci è dato vivere, sembra essere affatto indolore e anzi molto duro e provante sotto ogni punto di vista. L’insegnamento pare essere proprio quello che tu , a mio avviso, condensi magistralmente in una formula linguistica molto chiara ed efficace, ovvero il transito dialettico dalla massima di origine latina risalente ormai almeno a duemila anni fa “mors tua vita mea” che per me indica separazione e dualità, all’odierna necessaria “vita tua vita mea” che sancisce invece il movimento quanto e più che mai necessario verso l’unità della coscienza dell’intero genere umano. Quest’ultimo, infatti,se non altro per riuscire a garantire la propria sopravvivenza ed evitare una prematura estinzione, deve necessariamente diventare ed essere non più diviso ma unito e interconnesso insieme e porsi in risonanza con il pianeta Terra che lo ha generato lo ospita in una situazione di armonia ed equilibrio.

  15. La consapevolezza personale unita all’amore universale fa solo bene a noi e a chi ci circonda. Momento storico molto delicato, ma i cambiamenti umanitari purtroppi passano sempre per il dolore e mancanza, solo cosi sembra si capisce. Sono fiduciosa, credo in una evoluzione di pensiero e di coscenza, dobbiamo essere uniti

  16. Leggere con attenzione, cercando di comprendere cosa mi viene detto: questo è utile.

    Ma, immerse nella confusione generale, le nostre menti si sono abituate a saltare ogni pochi secondi da un soggetto ad un altro, tutti periferici..

    E la circostanza straordinaria di questi giorni, che ci coinvolge tutti, non è forse una splendida occasione per fermarsi ad ascoltare?

    La lettura di queste parole mi accende e mi orienta.
    Più le leggo e più sento che è possibile,
    sento che ho tutto quel che a me serve per contribuire,
    che ho la mia misura, e che questa può crescere
    grazie all’intensità con cui la condivido col mondo.

  17. “Se io sto meglio, il mondo che mi circonda, di cui faccio parte e nel quale sono condizione condizionante non può che migliorare, è una congiunzione diretta. ”

    Trovo queste parole illuminanti,
    mi aiutano a ridisegnare il racconto che ho dell’esistenza.

    La felicità è ciò che maggiormente devo a me stesso
    La mia felicità è ciò che di meglio ho da offrire al mondo

    Grazie Patrizio!

  18. In questo momento, dove tutti gli occhi del mondo sono puntati su noi Italiani, abbiamo l’opportunità di mostrare un’attitudine diversa. Mai come ora possiamo essere un faro, un esempio, mostrando sul campo che questo concetto di Vita Tua Vita Mea non solo è praticabile, ma anche generativo di un nuovo tempo, dove possiamo innescare un circolo virtuoso per noi e per il mondo intero. Grazie per questo articolo. Spero che non perderemo l’occasione.

  19. Quando mi domando “cosa voglio davvero? Quali sono le mie aspirazioni più intime e profonde?” La risposta che sorge in me è “pace”; da qui ho iniziato ad indagarne il significato e cosa potesse significare concretamente nella mia vita e…”coesistere in un mondo violento quali araldi e messaggeri di pace” è la risposta, che per me significa anche allenarmi a spostarmi dalla meccanicità di sollecitazione-risposta (azione-reazione), alla consapevolezza di risposte orientate ai valori della pace, armonia, bellezza, amore.
    Grazie ai suoi insegnamenti

  20. A volte quando siamo feriti, ci sembra più facile ripiegarci su di noi, lamentandoci per l’accaduto, magari accusando l’altro, la società, un insieme non ben definito di persone, di idee e di strutture per la situazione nella quale ci troviamo. In questa direzione non c’è tanta via d’uscita.
    Dopo un attimo forse ci accorgiamo che la sofferenza ci accomuna tutti e che invece di allontanarci questa nuova visione ci può rendere solidali: invece di trattenere per me il sapere e l’esperienza, le idee creative e innovative, la tecnica, posso mettere tutto ciò sul piatto della condivisione includendo anche chi consideravo fino a poco fa un concorrente. Posso decidere di non dare forza a notizie faziose, magari non verificate e condividere informazioni neutre, entusiasmo, coraggio, speranza, consigli pratici. Ancora di più, posso gioire della ricchezza e della crescita dell’altro: penso in particolare ai più piccoli e ai più giovani che con la loro spinta naturale in un attimo ci superano costringendoci di rimetterci completamente in discussione. Ma penso anche a quelli più grandi di noi: invece di invidiarli, possiamo chiedergli consigli, imitarli, prendere ispirazione, imparare dalla loro esperienza, e finalmente decidere di diventare noi stessi!

  21. Bellissimo pensiero!
    Al momento che abbiamo preso consapevolezza di noi é impossibile rimanere senza il piacere del godere della gioia dell’altro poiché e al tempo stesso ed immediatamente gioia nostra: Vincere vincere e vivere ad un’altra velocità.
    Vita tua vita mea.
    Grazie.

  22. Vita tua- Vita mea (o Win Win) offre oggi più che mai l’unico paradigma sostenibile per il futuro dell’uomo su questa terra. Tutto il resto è già stato – ampiamente – sperimentato ed è ciò che ci ha portato a questa grande consapevolezza

  23. Risuonano incisive le idee espresse in.questo articolo, in un momento storico in cui il guscio in cui ognuno di noi si è racchiuso rischia di rompersi per una forza esterna. Vita tua vita mea lo leggo come la possibilità di rompere il guscio dall’interno, con.la forza della consapevolezza di voler essere con.e per gli altri o, altrimenti, rischiare di non essere.

  24. Una mente ecologica, una mente economica non può che essere una grande possibilità per l’essere umano di vivere e custodire al meglio il proprio pianeta con tutto ciò che esso contiene. L’ opportunità di comprendere che insieme è meglio che soli, per orientarci verso il bene comune, mi emoziona particolarmente; l’esperienza che ho vissuto in tal senso ha generato in me più volte, gratitudine alla vita ed il naturale sorgere di un forte desiderio di adesione e partecipazione.

  25. Sono molto fiduciosa e nutro vivamente la speranza che questo paradigma entri con forza nella nostra vita. Direi che molto concretamente abbiamo già visto in questi giorni, come il vecchio paradigma “mors tua e vita mea” : se pensiamo a come si è mossa l’Europa verso l’Italia, prima nazione in emergenza per Covid 19….. la sberla che abbiamo preso noi in primis , ma il boomerang che è tornato indietro ….. e forse da questa lezione , anche la politica ne dovrà uscire in modo diverso, contemplando nuovi paradigmi.

  26. Il cambio di paradigma descritto in questo articolo è pienamente coerente con il periodo che sto vivendo, sento dentro di me un impulso a riconsiderare la relazione che ho con la vita e le persone. La competizione, il desiderio di prevalere o essere migliore in relazione agli altri trova oggi un terreno completamente diverso che necessariamente mi obbliga a focalizzare prima di tutto su me stesso e su cosa desidero veramente, piuttosto che prevalere sugli altri a prescindere dagli obiettivi che desidero raggiungere.
    Mi trovo a trascorrere intere giornate in solitudine, senza contatti umani e quei pochi contatti (a distanza) che mi si presentano non sono più riconducibili a ciò che ho vissuto prima dell’arrivo del Covid19.
    Si è interrotta una routine di comportamenti che in parte non sapevo nemmeno di avere, azioni prive di scopo finalizzate unicamente alla vanità e all’accrescimento dell’ego, comandate principalmente da uno squilibrio emotivo che ha come unico denominatore il mio bisogno di essere riconosciuto dagli altri. Adesso che gli “altri” non sono più intorno a me come prima, i bisogni restano senza una risposta, sospesi in attesa di risoluzione.
    Ho passato diversi giorni a confrontarmi con questa nuova situazione, mi sono sentito perso e le cose che avrei potuto fare mi sono sembrate tutte prive di senso. Ho atteso, si, ho aspettato che tutta questa sovrastruttura di bisogni diminuisse di intensità, cercando di non creare scappatoie che riproducessero le stesse identiche soluzioni, a volte ci sono riuscito, a volte non mi è stato possibile, ma questo fa parte del gioco. Ho lasciato decantare le “impurità”, facendo precipitare ciò che non sentivo più necessario, ho dovuto accettare di vedere dentro di me cose di cui mi sono vergognato, provando poi a non giudicarmi. Il silenzio assordante della città ha amplificato il rumore che ho dentro, togliendomi il sonno e il piacere di riposare, ma col passare dei giorni si è attenuato, grazie all’unico sforzo di restare con ciò che vedevo, resistendo alla tentazione di correggermi immediatamente. Ho dovuto accettare che il mio paradigma era semplicemente “vita mea” a prescindere dall’effetto che aveva sugli altri.
    Oggi mentre continuo a decantare le impurità posso iniziare anche a filtrarle, cercando di ritornare, per quanto possibile, ad un nuovo inizio, creando nuove abitudini, nuovi riferimenti orientati a quello che nel suo articolo diventa un possibile nuovo paradigma “vita tua, vita mea”.
    Ho acquistato il libro OMM online, curioso di approfondire le sue idee, sto sperimentando le tecniche per migliorare e velocizzare questo processo di cambiamento interiore e posso testimoniare che mi sta permettendo di essere più preciso e incisivo nel definire quello che lei chiama “il me migliore di me”, ho sempre pensato di essere già così, già migliore, ma oggi mi rendo conto che posso essere molto meglio di quanto ho pensato in passato e che per divenirlo c’è qualcosa che posso fare, di concreto e tangibile.
    Leggo spesso frasi di incitamento per superare questo momento così complesso, “andrà tutto bene”, “ce la faremo” e sono certo che sarà così, ma l’opportunità che sento di poter cogliere non ha a che fare un una resistenza passiva, per me andrà tutto bene se quando tutto tornerò alla “normalità” potrò uscire di casa con un nuovo Stefano e per fare questo è necessario costruire qualcosa di nuovo.

    Le auguro buon lavoro sperando di poterla rivedere presto online per approfondire gli argomenti che sta divulgando.

  27. Questo può essere il momento per individuare ciò che è veramente importante per noi, ed aprirci all’opportunità di accogliere un nuovo paradigma sociale, in cui siamo consapevoli della nostra interdipendenza, e del potere della collaborazione.

  28. Mi piace questo stare in casa perché è come avere la possibilità di sperimentare ,per un tempo sufficientemente lungo ,la giusta distanza che serve a mettere a fuoco chi siamo, quali talenti abbiamo , quali risorse mettiamo in atto ,cosa vogliamo veramente e connettersi con l’umanità intera Allora i muri non mi stanno imprigionando ma al contrario mi rendono più essenziale e libera

  29. È talmente logico, che è quasi sconcertante, che sia un evento così straordinario a farci ripensare alle nostre azioni e alle nostre interazioni con gli altri, e con il mondo intorno a noi.

    Ciò nonostante, è pur vero che, proprio in un momento come questo, stiamo diventando più sensibili e più responsabili sia per noi che per gli altri intorno a noi.

    VITA TUA VITA MEA sia!

  30. Di questo articolo mi e’ piaciuta la dimensione pratica: ogni momento e’ l’opportunita’ di stimolare il successo dell’altro che diventa mio successo. Quindi di sentirci piu’ profondamente parte di un insieme che ci comprende tutti. E questo e’ davvero un grande cambiamento. Un cambiamento che puo’ vederci muovere dal considerare noi sempre al centro di tutto, al considerarci insieme con il tutto. Muoversi verso, come chiudeva l’articolo.

  31. Tutto quanto letto è estremamente interessante e in questo momento direi anche molto utile! Già solo pensare di allontanarsi dalle emozioni negative e alimentare atteggiamenti positivi è un cambiamento di prospettiva che genera speranza e forza.

  32. Ancora una volta emergono i frutti emersi frequentando i seminar del signor Paoletti: leggendo questo articolo mi ricordo che un valore che mi ha sempre permeato e che nel tempo non è MAI cambiato è: cooperazione fra i popoli.
    Adesso più che mai è il tempo di utilizzarlo: fra i popoli delle nazioni, i popoli delle famiglie, dei vicini di casa, dei colleghi di lavoro….più che si può. Grazie.

  33. C’è sempre data la possibilità di scegliere.
    La scelta è una grande forza che ci guida nella crescita all’interno del cambiamento.
    Sempre l’umano PUO’, sempre ci vengono date delle possibilità.
    Grazie P.Paoletti di darci questa opportunità di “SCELTA” accogliendoci, raggruppandoci e indicandoci i passi lungo la VIA.

  34. La seguo da qualche anno e trovo sempre molto nutrienti le idee che ci espone.
    Una volta lei disse che l’altro è il prolungamento del mio cervello. Ho fatto mia questa frase, l’ho trovata illuminante. Ora questa visione che lei chiama F.A.S.E.
    mi sembra nuovamente interessante, porsi la domanda, lasciare un segno, un economia della mente, la verifica.
    Si vita tua vita mia,
    Grazie

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